Concimazione post-raccolta: investi anche tu sulla qualità e quantità delle tue produzioni

September 12, 2017

Siamo ormai giunti al termine dell’estate e gli agricoltori sono intenti a raccogliere i frutti del proprio lavoro.

 

 

La cura della produttività deve però proseguire anche nei mesi autunnali, infatti una buona costanza di produzione è conseguibile solo attraverso un’idonea concimazione post raccolta. Questa riveste un ruolo chiave nella tecnica agronomica e deve essere valutata molto attentamente da parte dell’azienda agricola che voglia ottenere produzioni soddisfacenti da un punto di vista qualitativo e quantitativo.

 

Una concimazione razionale e mirata richiede la conoscenza approfondita del sistema suolo-pianta per garantire un razionale apporto di elementi nutritivi e mantenere un adeguato livello di fertilità nel terreno. La scelta di non concimare o di limitare gli apporti alla via fogliare porta nel tempo alla riduzione della fertilità del suolo e all’ incapacità di supportare i livelli produttivi e qualitativi desiderati.

 

L’obiettivo della concimazione post-raccolta, ancora oggi sottovalutata, è quello di assicurare alla pianta elevate quantità di sostanze di riserva disponibili alla ripresa dell’attività vegetativa. Nell’attuazione di tale pratica va tenuto in considerazione che la pianta assorbe elementi nutritivi sino alla completa caduta delle foglie; quegli elementi nutritivi (Azoto e Fosforo, ma anche Boro e Zinco) che assieme ai fotosintetati (zuccheri, amminoacidi…) elaborati dalle foglie verranno traslocati agli organi di riserva delle piante (fusto, radici, gemme a fiore…) e costituiranno poi le riserve per il ciclo colturale successivo. Infatti dalla ripresa vegetativa fino alla fioritura l’assorbimento dei nutrienti è modesto e l’accrescimento di foglie e germogli avviene a spesa dello suddette sostanze accumulate negli organi legnosi durante l’autunno precedente. È questo il periodo migliore per fornire alla pianta tutti gli elementi essenziali con cui ricostituire le riserve; anche le condizioni metereologiche risultano essere ottimali: temperature moderate consentono attività radicale e fotosintetica e il livello di umidità del terreno è sufficiente a svolgere regolarmente i processi di assorbimento fino alla caduta delle foglie.

 

Occorre anche dire che se le condizioni pedologiche non sono ottimali (basso contenuto di S.O.) è importante effettuare a fine autunno una buona concimazione organica con l’intento di migliorare l’attività microbiologica del suolo e garantire un deciso miglioramento della disponibilità dei macro e microelementi. È doveroso sottolineare che gli apporti organici non sostituiscono la concimazione autunnale.

 

Riassumendo i risultati conseguibili dalla concimazione autunnale possono essere sintetizzati come segue:

· Migliore equilibrio vegeto produttivo;

· Aumento fertilità gemme a fiore;

· Incremento della salinità nella linfa e maggior resistenza alle gelate;

· Aumento della produzione e riduzione dell’alternanza produttiva.

 

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